la milano taranto gran fondo 

partenza milano tarantoAlla mezzanotte del 2 maggio del 1937, prese il via la "6° Coppa del Duce 1° Milano-Taranto ". 116 furono gli iscritti che si lanciarono nell'estenuante avventura di 1283 Km, in gran parte avversati dal cattivo tempo, ma solo 57 centauri raggiunsero il mitico traguardo posto sul lungomare di Taranto. La gara, benchè durissima, si concluse con un successo tecnico formidabile che premiò le Guzzi 500 bicilindriche di Guglielmo Sandri e Aldo Pigorini. Sandri, uno dei più forti centauri dell'epoca, si impose alla media eccezionale di 104 Km/h. sfiorando i 180 nel tratto cronometrato Milano-Bologna.

La Milano-Taranto... un nome da brivido, imprese eroiche fatte Cosimo vaccarelli milano-taranto gilerada uomini straordinari con moto che hanno fatto la storia. Romantica e leggendaria corsa motociclistica su strada che infiammò per generazioni i centauri e gli appassionati di motociclismo a cavallo tra gli anni 30' e 50. Una gara indiavolata, una lunga cavalcata "non stop" di 1283 km da Milano a Taranto. Fin dal suo esordio, questa manifestazione non era adatta a "signorini", ma era stata pensata per uomini duri con moto altrettanto dure che non intendevano sfidare nessuno, se non se stessi; lo stare in sella 10/12 ore consecutive, il viaggiare di notte, il freddo della Pianura Padana, le frescure del nostro centro Italia e gli infuocati e cocenti rettilinei del Sud.

cosimo vaccarelli 1954Per parteciparvi bastava avere una moto di tipo sportivo, essere capaci di andare in moto ed avere la giusta incoscienza. Erano ammesse solo moto già messe in listino; le categorie erano molte: competizione, 500, 250, 175, 125, 75 e scooter, a seconda dell'anno. La MV Agusta 175 SS "disco volante" fu una delle prime ad entrare nelle competizioni guadagnando moltissime vittorie. L'Italia si fermava, si correva tra due ali di folla; l'evento era nu'enorme cassa di risonanza; vincere era l'attestato che le moto vincitrici non erano solo veloci, ma anche affidabili e robuste. I corridori legavano alle moto col filo di ferro chiavi, pezzi di ricambi, candele e camere d'aria. Le parti dell'impianto elettrico andavano sigillate con nastro o grasso speciale perchè lungo i 1400 km trovare la pioggia era garantito.

milano taranto 1954La partenza era un salto nel buio: Milano Idroscalo a mezzanotte. Partenza scaglionata a 4 a 4 ad intervalli di un minuto; prima le piccole cilindrate. L'alba era il momento più pericoloso: dopo la tensione della guida al buio con le prime luci il pilota tendeva a rilassarsi e letteralmente ad addormentarsi. Ai concorrenti il percorso ovviamente era in larga parte scono sciuto e lo stile di guida non doveva essere pulitissimo. Era normale uscire di strada un paio di volte, ed era normale dover mettere mano agli attrezzi. Da Roma poi la gara era un terno al lotto. Era facvile trovare la strada impegnata da un carretto trainato da un asino, o dover fare le gimkane nei  paesi tra gruppi di persone che attraversavano la strada. Dopo anche una ventina di ore in moto (poco più che 14 per le moto più potenti), l'arrivo a Taranto. Il premio per l'arrivo in tempo utile era 15.000 Lire che permettevano di tornare a Milano comodamente in treno.

partenza vaccarelli giro d'italiaNel 1957 in seguito alla tragedia avvenuta nel corso della mille miglia automobilistica a Guidizzolo di Mantova, nella quale perirono
l'equipaggio De Portago-Nelson su Ferrari e dieci spettatori, portarono all'abolizione delle gare motoristiche di velocità su strada e la Milano-Taranto fu consegnata alla storia.

Molti hanno scritto sulla Milano-Taranto e molti hanno raccontato le gesta di questi strani motociclisti che in 11 edizioni (4 anteguerra e 7 dopoguerra) ne hanno fatto leggenda. 

 


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